Who? (autobiografia non autorizzata ed inessenziale)

Chi sono? Domanda difficile a cui rispondere, soprattutto da parte di un'”osservatrice interna”.

Le risposte ovvie sono semplici.
Nasco qualche tempo fa (fu il glorioso 1987), da qualche parte della bassa lombarda. Uno di quei posti che “ai miei tempi la nebbia era vera nebbia…”. Uno di quei posti sufficientemente grandi e ‘provincialotti’ da aver voluto la propria pseudo-identità di provincia, ma troppo piccoli e vicini alla Metropoli da offrire poco o nulla a chi non abbia autonomia di trasporto. Citando la canzone di un gruppo indigeno, città “per sessantenni, ottantenni stile: casa di riposo[1], cittadina “sicura ma attenta al coprifuoco, se non rientri a un certo orario ti segnala il giorno dopo![1]. Una di quelle cittadine che trovano sempre qualcosa da invidiare alle vicine, anche se la vicina ha “due discoteche, centosei farmacie[2].

Un biografo direbbe qualcosa del genere “conduce un infanzia tranquilla”, dove per tranquilla si intende con buona parte dei casini derivanti dalle relative età. L’infanzia, l’adolescenza, non sono mai periodi ‘tranquilli’, è solo che da grandi (o simil-grandi), le difficoltà passate spesso fanno solo sorridere. All’epoca erano la fine dell’universo.

Io, poi, non scegliendo mai la strada più facile/logica/normale ho deciso di incasinarmi la vita facendo l’I.T.I.S., perdipiù con indirizzo meccanico. Naturalmente l’alternativa era il liceo artistico. E da bravo Perito Industriale Capotecnico (o il mio libretto universitario dice così), non potevo decidere che fare Linguaggi dei media a Lettere e Filosofia. Lo so, ‘I make no sense’. By the way, durante le superiori mi sono appassionata ai fumetti e alle storie, tanto che ho seguito un paio di corsi amatoriali di fumetto ed un anno di scuola del fumetto allo sforzesco di Milano. Peccato che il mio più grande punto debole, oltre allo span di concentrazione di una mosca, sia che fatico a disegnare e mi salgono subito i nervi. Però amo, amo, amo, amo scrivere, spesso storie orientate a diventare in un futuro sceneggiature di fumetti, film, ecc ecc ecc. E naturalmente tonnellate di fanfiction. No, non le faccio leggere. Sono assurde e spesso incomplete. Ma a me piacciono.

Un giorno, in un periodo di quelli da dimenticare, stavo giocando a Metal Gear Solid 4. E ho preso una decisione. Magari non ci riuscirò mai, ma rimanere nella situazione in cui ero non aveva alcun senso, così almeno non potrò dire di avere rimpianti. Ho deciso di tornare a studiare per entrare nel mondo del Game Design. Piccoli futuri disoccupati crescono.

Comunque ora studio Cinema (oh yeah, vedere film e poter dire sto studiando), ed i corsi che sto seguendo mi hannod ato una crescente curiosità sui più vari prodotti mediali e su come studiarli, o almeno capirli un po’ meglio. Non aspettatevi nulla di professionale o articolato. Nulla di tutto questo. Qui parlerò in modo del tutto naturale di quello che mi passa per la testa, ma spero che magari a qualcuno in qualche modo, qualcosa di tutto questo potrebbe interessare.

Enjoy!

 

NOTE:
[1]: Papa’s Special, “Radio Papa’s Special”
[2]: 883, “Con un deca”

Who? (autobiografia non autorizzata ed inessenziale)ultima modifica: 2010-11-22T22:45:00+01:00da elichan87
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